Poter cantare in un teatro in cui si ascolta l’eco della tua voce è un’esperienza di pura gioia.

(biografieonline.it) Prince Rogers Nelson nasce il 7 giugno del 1958 a Minneapolis. Nel 1978 diventa produttore discografico di sé stesso con il suo primo album, “For You“, alla realizzazione del quale collabora Tommy Vicari, uomo della Warner Bros. Nel 1984 ottiene un successo straordinario a livello mondiale con “Purple Rain“, che raggiunge il primo posto in classifica; ne deriva un film omonimo, che si aggiudica il Premio Oscar per la migliore colonna sonora originale, mentre il brano “When Doves Cry” ottiene un Golden Globe in qualità di miglior pezzo originale.

I numeri di “Purple Rain” sono eccezionali, con più di tredici milioni di copie vendute solo negli Stati Uniti per l’album, e oltre ottanta milioni di dollari guadagnati negli Usa dal film. Nel 1986 è attore, scrittore, compositore e regista del film “Under the Cherry Moon”: la colonna sonora contiene un altro dei suoi brani più celebri: “Kiss”.

Nel 1987, la Warner dovrebbe lanciare sul mercato il nuovo disco di Prince, “The Black Album”, senza – però – far sapere che il suo autore è l’artista di Minneapolis. Le cose, tuttavia, non vanno secondo i piani, e il disco a poche settimane dalla distribuzione viene ritirato, con la quasi totalità delle copie mandate al macero: per alcuni si tratta del risultato della scarsa soddisfazione di Prince per l’esito dell’opera dal punto di vista artistico, mentre per altri è l’effetto della fuga di notizie a proposito della paternità del lavoro. Non manca, comunque, chi ritiene che il tutto sia una semplice operazione commerciale di carattere pubblicitario. Nel 1988, Prince è protagonista del tour di “Lovesexy“, che lo porta a suonare anche a Milano e a Modena: un tour che si rivela in perdita, non solo per la presenza di pubblico inferiore alle aspettative, ma anche per gli elevati costi di produzione, dovuti al trasporto e al montaggio della scena circolare. L’anno successivo il cantante collabora con Madonna per il disco “Like a Prayer“, realizzando un duetto per la canzone “Love Song”, ma suonando anche la chitarra elettrica in “Keep It Together”.

Prince negli anni ’90. Nel 1990 si dedica di nuovo al cinema, dopo gli ottimi riscontri di “Purple Rain”, riportando in vita il protagonista del suo primo film in una pellicola intitolata “Graffiti Bridge”: il lavoro, tuttavia, si rivela un flop clamoroso (in Italia, per esempio, non viene mai distribuito in sala), e ben presto viene venduto solo con i vhs. Prince prova a consolarsi, allora, con la musica, con un nuovo tour che lo porta in Italia, a Roma e a Cava de’ Tirreni, prima di due tappe che dovrebbero vederlo esibirsi a Torino e a Udine. I primi due concerti, tuttavia, non sono soddisfacenti per numero di spettatori, e così il musicista americano lascia il Belpaese per andare in Spagna lasciando a bocca asciutta i fan che avevano acquistato i biglietti per Torino e Udine: nel giro di pochi giorni, la società Avantgarde, che si era occupata dell’organizzazione degli eventi, ottiene dal tribunale di Venezia il sequestro cautelativo dei beni del cantante per un miliardo e 650 milioni di lire. Nel 1992 Prince sottoscrive un accordo da cento milioni di dollari con la Warner Bros che prevede la pubblicazione di otto album e che dovrebbe farlo diventare vicepresidente della società. Poco tempo dopo, si presenta alla Warner Bros con gli otto lavori già pronti, annunciando la propria decisione di abbandonare la major. Cercando sempre più autonomia, incide il disco “Love Symbol Album“, che pone fine alla sua esistenza di artista come Prince. Nel 1993 viene pubblicato in maniera definitiva e ufficiale “The Black Album“, proponendosi come un lavoro musicalmente omogeneo, in cui spicca la canzone “Cindy C.“, dedicata alla modella Cindy Crawford. In seguito, Prince decide di farsi chiamare TAFKAP, acronimo che sta per The Artist Formerly Known As Prince: una scelta che non si rivela vincente, sbeffeggiata dai media anche per i facili giochi di parole a cui si presta. Nel 1994 egli pubblica “Come“, un album breve ma denso, realizzato con la Warner Bros nonostante i dissidi degli anni precedenti: nel disco si tratta il tema del sesso in modo dettagliato, se non addirittura estremo, includendovi anche i gemiti di una donna nel corso di un orgasmo. Nello stesso periodo, scrive le canzoni per un film di Nick Nolte, “I’ll do anything”, un musical basato sui suoi brani: tuttavia, in seguito a un test di proiezione, l’idea del musical viene abbandonata, e i pezzi di Prince messi da parte. Nel 1996 il cantante pubblica una raccolta di brani, intitolata “Chaos and Disorder”, che rappresenta il divorzio definitivo dalla Warner Bros, per poi realizzare per la Emi “Emancipation”, che include tutti i pezzi che non erano mai stati ritenuti degni di pubblicazione dalla Warner. Sempre nello stesso anno, a ottobre, dopo essersi sposato con Mayte Garcia, Prince diventa padre di un bambino colpito da una malattia rara, la sindrome di Pfeiffer, che gli impedisce di respirare: il piccolo, nonostante l’aiuto di un ventilatore, muore pochi giorni dopo, mentre la registrazione del battito del suo cuore sarà impiegata nella canzone “Sex in the summer”. Nel 1997 l’artista statunitense viene condannato al pagamento di 850 milioni di lire (oltre agli interessi) per l’episodio dei due concerti annullati in Italia.

Gli anni 2000 e gli ultimi lavori. Negli anni Duemila Prince diventa testimone di Geova – oltre che vegetariano – ripulendo i testi di tutti i propri brani dai termini e dalle espressioni sopra le righe che fino a quel momento li avevano caratterizzati. Nel 2010 pubblica “20ten”, la cui distribuzione non è prevista per i negozi e nemmeno per Internet, ma è legata unicamente a un magazine britannico. Tre anni più tardi incide “Fixurlifeup”, singolo che anticipa il disco “Plectrum electrum”, realizzato con i 3rdeyegirl, una band di appoggio, e un altro album, “Art Official Age”, a metà tra il funk e il pop.

La morte improvvisa. Prince muore il 21 aprile del 2016 all’età di cinquantasette anni a Chanhassen, nella sua residenza alle porte di Minneapolis, a Pasley Park: il suo corpo senza vita viene trovato in un ascensore del complesso. Alcune ricostruzioni, non confermate, riferiscono che pochi giorni prima del decesso l’artista fosse stato sottoposto a un save shot, un trattamento urgente resosi necessario dopo un’overdose da oppiacei.