“Diffondere paura propugnando tesi prive di fondamento e anti scientifiche è un atto di grave disinformazione ed è quanto ha fatto lunedì sera la trasmissione di Rai3 Report, dedicata al vaccino contro il Papillomavirus, il primo vaccino contro il cancro che l’uomo è riuscito a produrre. Un vaccino sicuro e di grande efficacia, a differenza di quanto è stato fatto affermare sulla tv pubblica, senza alcun contraddittorio”. Così il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, interviene sul servizio trasmesso lunedì in tema di farmacovigilanza e vaccinazione anti-Hpv.

Lorenzin: “Grave disinformazione a Report sul vaccino anti Hpv”. “Report – continua il ministro – ha dato spazio a teorie prive di base scientifica, instillando timore nei confronti di una pratica sicura, efficace e in grado di salvare migliaia di donne da un cancro aggressivo e spesso mortale. I più grandi virologi mondiali affermano che le evidenze scientifiche dimostrano in maniera inoppugnabile come l’anti-Hpv sia dotato di un ottimo profilo di sicurezza e di una straordinaria efficacia. Tutto ciò accade proprio mentre medici e scienziati di ogni parte del mondo, e mentre le istituzioni internazionali e nazionali sono impegnate in una campagna mediatica a favore della salute pubblica, per controbattere ai falsi miti degli anti vax, che sfruttano paura ed ignoranza per convincere i genitori a rinunciare ai vaccini”. Parlano di “bugie intollerabili”, di un esempio di “disinformazione grave” veicolata dal servizio pubblico anche medici, rappresentanti di autorità sanitarie, istituzioni e della comunità scientifica. La Società italiana di virologia (Siv-Isv) stigmatizza le “affermazioni sconcertanti di alcuni medici, ricercatori e soggetti vaccinati” andate in onda durante la puntata. Giorgio Palù, presidente della società nazionale e dell’European Society for Virology, ricorda che le evidenze scientifiche “mostrano in maniera inoppugnabile come il vaccino anti-Hpv sia dotato di un ottimo profilo di sicurezza e di una straordinaria efficacia nel ridurre in maniera drammatica l’incidenza dell’infezione da Hpv e delle lesioni precancerose nei vaccinati. E’ francamente incomprensibile, proprio nel momento in cui stiamo vivendo la recrudescenza di malattie prevenibili ed eradicabili dai vaccini come il morbillo e la rosolia – osserva l’esperto – che da un lato lo Stato impegni le sue risorse per sostenere le vaccinazioni e per informare correttamente la popolazione, e dall’altro finanzi con i nostri soldi (canone tv) un servizio pubblico che mette sullo stesso piano la verità scientifica e ipotesi aleatorie”. Ciò “non può che generare paure immotivate, spingendo gli ascoltatori verso scelte pericolose per la propria salute e per tutta la comunità”.

Ricciardi: “Ci mancava solo Report”. “E’ bello finire settimana iniziata con antiscientificità a @Montecitorio con sospetti faziosi a @reportrai3 Viva servizio pubblico italiano”, commenta su Twitter Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto superiore di sanità. “Mentre tornano a far paura malattie debellate da decenni, a causa di stregoni da web e disinformazione sui vaccini, ci mancava solo #report”, scrive sul social il presidente della Conferenza delle Regioni e governatore dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini. Su Facebook lo sfogo di Roberto Burioni, virologo paladino della profilassi: “Se un giornalista ospitasse le opinioni di un violento che sostiene che le donne si devono picchiare, avrebbe sulla coscienza i femminicidi”, osserva. Il Papillomavirus umano Hpv “è il peggiore femminicida in circolazione nel nostro Paese: con il cancro che provoca, nel 2017 ucciderà solo nel nostro Paese 2900 donne”. Quindi “lunedì sera, in un programma trasmesso sul nostro servizio pubblico, si è irresponsabilmente fatto qualcosa che favorisce la circolazione un simile assassino. Diffondere la paura raccontando bugie è un atto grave e intollerabile. E’ abusare in maniera perversa della libertà di opinione”, attacca il medico per il quale “Report ha dato spazio a teorie prive di base scientifica, a individui senza alcuna autorevolezza, ed ha mescolato sapientemente possibili tangenti e ipotesi non confermate per ottenere un effetto abominevole: instillare timore nei confronti di una pratica medica sicura, efficace ed in grado di salvare migliaia di donne da una morte atroce”.

Guardare veramente ai bisogni di chi soffre. Esprime disappunto anche il sottosegretario alla Salute, Davide Faraone. “Lasciate in pace chi soffre, guardate veramente al loro interesse e ai loro bisogni. Occupatevi di loro, alleviate il loro disagio, aiutateli ad accettare la disabilità. E’ l’appello – ricorda – che avevo lanciato appena 4 giorni fa attraverso il mio blog a chi trova il coraggio di portare avanti battaglie manipolate e manipolanti contro i vaccini, contro ogni evidenza scientifica. Un appello che avevo lanciato da papà di Sara, prima ancora che da sottosegretario alla Salute. Oggi mi trovo a dover constatare che quella campagna di informazione distorta ha abbandonato perfino la Rete per approdare alla tv pubblica. Non è accettabile che si giochi con le paure degli italiani, mettendo alla berlina una delle principali armi che abbiamo contro l’insorgenza delle malattie e rischiando di vanificare anni di lavoro che hanno portato sulla strada della eradicazione di alcune importanti patologie del passato”. Report “ha ignorato sistematicamente informazioni importanti fornite dall’Ema durante un’intervista durata pressoché due ore con l’esperta dell’agenzia, la dottoressa Enrica Alteri. La risultante immagine dei vaccini non può che essere negativa per la salute pubblica in Italia”. L’Agenzia europea del farmaco, con sede a Londra e diretta dall’italiano Guido Rasi, commenta così la trasmissione. I vaccini anti-Hpv sono “efficaci e sicuri”, garantisce l’ente regolatorio.

Salute Pubblica, un punto di riferimento. “La salute pubblica – affermano dall’authority Ue – è per l’Ema il primo e unico punto di riferimento”. Per questo “deploriamo il fatto che nella recente trasmissione di Rai3 l’Ema non abbia avuto l’opportunita di rassicurare i più di 80 milioni di ragazze e giovani donne vaccinate contro il virus del Papilloma umano (Hpv), presentando la valutazione scientifica riguardante una potenziale associazione con due sindromi, Pots (tachicardia posturale ortostatica) e Cprs (sindrome dolorosa regionale complessa)”. Analisi che ha permesso di “escludere” una correlazione causale con i vaccini anti-Hpv. Ora “siamo quindi preoccupati – dicono dall’Ema – di dover constatare che in futuro vi saranno casi di giovani donne che non verranno vaccinate a causa di allarmismi infondati, e dovranno sopportare le sindromi descritte e anche passare attraverso la devastante esperienza di un cancro della cervice uterina che avrebbe potuto essere evitato”.

Il comitato dell’Ema al lavoro. “Il comitato dell’Ema preposto alla farmacovigilanza, il Prac – spiegano dall’Agenzia europea del farmaco – ha valutato in modo approfondito tutti i dati disponibili, quelli pubblicati da ricercatori indipendenti, quelli derivati dagli studi clinici, e le segnalazioni dei pazienti. Inoltre l’Ema ha convocato ed ascoltato esperti in vaccini, cardiologi, neurologi e di altre discipline in grado di contribuire alla discussione scientifica. Il Prac ha anche ascoltato pazienti e le loro famiglie che riportavano le proprie esperienze. I dati sono stati presi in considerazione con serietà ed in modo esauriente, in un dibattito che si è protratto per alcuni mesi. Nel confronto scientifico non sempre si raggiunge un’unanimità di opinione, come è stato dimostrato dalla presenza iniziale di diversi punti di vista nell’interpretare i dati. In questo caso l’unanimità è stata raggiunta, proprio in virtù della robustezza e completezza dell’evidenza valutata”. “Il compito dell’Ema – precisa l’ente regolatorio Ue – non è quello di mettere in discussione l’esistenza o meno dei sintomi presentati dalle giovani che li hanno riportati, ma quello di capire se questi sintomi siano o no in relazione con un trattamento che l’Ema ha autorizzato e sorveglia”. Ebbene, “i dati disponibili consentono di escludere che i vaccini contro l’Hpv siano la causa di queste sindromi riportate in alcuni Paesi”. “Rai3 – osservano dall’authority – ha dichiarato che l’evidenza dell’efficacia di questi vaccini sarà disponibile solo tra vent’anni”. Invece “già adesso molti studi importanti ed estesi hanno dimostrato che le lesioni pre-cancerose causate dall’Hpv si sono ridotte fino al 90% in pochi anni dall’introduzione dei vaccini. Questi studi – conclude l’Ema – mostrano che i vaccini contro Hpv sono efficaci e sicuri”. (ADNKRONOS)